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giovedì 13 marzo 2014

Nan Goldin: "La mia vita sotto scatto"

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Courtesy Nan Goldin
Teschi di cartapesta, animali imbalsamati e una pericolosa attrazione per sesso e droghe. Siamo entrati a casa di Nan Goldin, una delle fotografe più controverse, che ha trasformato le sue esperienze in opere d'arte. 

Prima d’incontrare Nan Goldin ho la strana sensazione di conoscerla pur non avendola mai vista. D’altronde, osservare il lavoro della fotografa americana significa diventare partecipi degli aspetti più viscerali della sua vita: dal suicidio della sorella maggiore, passando per gli anni di tossicodipendenza, gli abusi da parte degli amanti e la perdita di tanti amici per overdose o Aids. Tutte esperienze che Goldin ha registrato con l’obiettivo della sua macchina fotografica a partire dagli anni Settanta. Così, quando ci ritroviamo faccia a faccia nel salotto della sua casa di Manhattan, risulta subito facile stabilire una connessione, anche se Goldin sta attraversando un momento stressante. Tra pochi giorni inaugurerà una mostra a Roma e dovrà traslocare a Brooklyn.

lunedì 27 maggio 2013

Robert Gallo: “Noi scienziati, alleati contro l'Hiv”

Foto di Nanni Fontana

Il virologo americano che scoprì il virus, ha creato un network a livello mondiale. Per condividere scoperte e far avanzare le ricerche. 

La popolazione mondiale è divisa equamente fra generi, ma se si considerano le statistiche dei malati di Aids, si potrebbe credere che le donne siano ben più numerose degli uomini. Il virus, che teoricamente non discrimina, continua infatti a colpire il genere femminile più di quello maschile. Nell’Africa sub-sahariana, la zona più flagellata dalla malattia, le donne rappresentano quasi il 60% dei sieropositivi. Una volta infette, inoltre, tendono a subire più abusi rispetto ai maschi. Secondo uno studio di UNAIDS, lo stigma della malattia cambia secondo il sesso di chi la contrae.
Gli squilibri cultuali e socio-economici fra generi, che in maniera più o meno velata esistono ancora ovunque, sono alla base di questa sproporzione nell’incidenza del virus: le condizioni di svantaggio riducono spesso la possibilità femminile di negoziare il modo in cui viene praticato il sesso o in cui è possibile proteggersi dall’HIV. Inoltre, limitano l’accesso alle informazioni riguardanti le malattie sessuali e ai servizi di prevenzione.