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lunedì 8 giugno 2015

Venezia, Spazio Louis-Vuitton: Hayez-Schulz, il classico dialoga col contemporaneo

Le opere di Schulz nel suo studio
Non più solo installazioni multimediali: da qualche anno l’artista tedesco Tilo Schulz dipinge opere non figurative con segni dinamici, solchi e strappi che creano contenuti dai significati diversi. L’artista 43enne, originario di Lipsia, la chiama pittura metaforica perché i quadri astratti raccontano delle irregolarità e degli splendori che formano il nostro mondo. Così, quando la fondazione Louis Vuitton gli ha chiesto di realizzare un’opera che dialogasse con una serie di dipinti di Francesco Hayez (1791-1882) – appena restaurati ed esposti presso l’Espace Louis Vuitton di Venezia durante la 56esima Biennale – Schulz non si è fattosfuggire l’opportunità.

mercoledì 10 luglio 2013

Danh Vo, artista che gioca con fonti e paternità

Photo by Heinz Peter Knes
Danh Vo ha una biografia particolare a cui fa spesso riferimento nei suoi lavori. L’artista aveva quattro anni quando nel 1979 la sua famiglia tentò di scappare dal Vietnam per gli Usa a bordo di un’imbarcazione di fortuna. La fuga si concluse con l’intervento di una nave danese, che li ritrovò nell’oceano Pacifico e li accolse come rifugiati politici, offrendogli la possibilità di trasferirsi invece a Copenaghen. Quest’esperienza ha segnato il lavoro Vo, che spesso coinvolge anche altri autori nella produzione delle sue opere.
“Mi piace includere riferimenti autobiografici e reinterpretare il lavoro di altri, giocando col concetto di fonte e di paternità”, dice l’artista trentottenne.
Due anni fa, ad esempio, ha chiesto ad artigiani cinesi di riprodurre una copia in bronzo della Statua della Libertà a grandezza naturale per poi spargerne diversi pezzi in giro per il mondo: i capelli della statua sono finiti all’Art Institute di Chicago, la pelle al New Museum di New York e le dita dei piedi al Kunsthalle Fridericianum di Kassel.

venerdì 24 maggio 2013

Camille Henrot, artista tuttologa per Biennale enciclopedica


Camille Henrot non si spaventa certo davanti ai progetti ambiziosi. Per il suo debutto alla Biennale di Venezia, l’artista francese ha scelto di creare un video che racconta la storia delle origini dell’universo attraverso miti e leggende di tutte le culture del mondo.
“Quello che un artista può apportare è una distanza, anche un certo dilettantismo, capace di generare una prospettiva ampia e legare fra loro le materie più disparate”, dice la film-maker e scultrice parigina dal suo atelier di New York.
Henrot ha sempre espresso un certo interesse per l’antropologia. In passato, ha creato video e installazioni fatte di materiale recuperato per strada o su internet che indagavano temi tratti da culture diverse.

martedì 25 settembre 2012

Susan Bier torna a far sorridere il cinema


E’ diventata famosa firmando film drammatici e introspettivi, alcuni realizzati secondo le regole di Dogma. E ora si presenta a Venezia con Love is all you need, commedia romantica ambientata a Sorrento con Pierce Brosnan e Trine Dyrholm.
Di primo acchito la trasformazione di Susanne Bier non potrebbe apparire più radicale. In realtà la regista danese è solo tornata alle origini. Pur essendo arrivata alla ribalta internazionale con pellicole impegnate come Open Hearts e In un mondo migliore (premio Oscar nel 2011), il suo più grande successo in Danimarca è legato a una commedia sentimentale, Den Eneste Ene, mai giunta nelle sale italiane.
“Amo sviscerare la famiglia e le relazioni intime, ma questo non deve per forza avvenire in modo drammatico”, dice la 52enne Bier.
Love is all you need sostituisce il dramma con l’ironia per scavare fra le emozioni dei protagonisti, il padre di uno sposo e la madre di una sposa che s’innamorano al matrimonio dei figli. E così facendo, sfrutta la struttura della commedia degli equivoci per continuare l’indagine psicologica che da sempre caratterizza il cinema della regista danese. 

Pubblicato su L'Uomo Vogue