
Photo by Jennifer Schatten
“Per colpa del successo rischiavo di perdere la sanità mentale”
rivela la scrittrice. Così ha deciso di trasferirsi in campagna col
marito (sì, l’uomo di cui parla nei romanzi). Ma non ha resistito e
dalla passione per il verde è nata una storia. Nella quale si mette
ancora più a nudo

Dopo aver preso spunto dal caos della sua
vita per scrivere due libri di successo, Elizabeth Gilbert si sentiva svuotata.
Mangia, Prega Ama, diario di un
viaggio alla scoperta di sé da cui è stata tratta la pellicola omonima con
Julia Roberts, l’ha trasformata in una superstar della penna. Il sequel Giuro che non mi sposo, riflessione sul
matrimonio scaturita dalla decisione di sposarsi per la seconda volta, ha
confermato le sue doti di memorialista. Ora, però, scrivere un altro libro
attingendo nuovamente dalla sua biografia era impossibile. La vita nel paesino
della campagna del New Jersey dove si è trasferita per “mantenere un briciolo
di sanità mentale” dopo il successo planetario delle prime due autobiografie è
molto tranquilla. Troppo per diventare un soggetto anche vagamente
interessante.
“Già dubitavo che il mondo avesse bisogno di due libri sulle mie crisi esistenziali, figuriamoci di un terzo”, ammette ridendo l’autrice 44enne.
“Già dubitavo che il mondo avesse bisogno di due libri sulle mie crisi esistenziali, figuriamoci di un terzo”, ammette ridendo l’autrice 44enne.