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| Photo by Noah Fecks |
Buttare il meno possibile e usare prodotti di stagione, anche quelli poveri o poco noti. Così nascono i piatti serviti alla First Family americana dallo chef americano Dan Barber
I tavoli del
Blue Hill, uno dei ristoranti più esclusivi di New York, frequentato dal
presidente Obama e la First Lady Michelle, sono decorati con mozziconi di
verdura lasciata fiorire: c’è il sedere di sedano da cui sbocciano foglioline
verde tenero e la pastinaca bianca con il gambo sottile e le foglie verde
bandiera. Allineate insieme alle posate, ci sono matite per annotare le impressioni
della cena sulle tovagliette di carta riciclata che ricoprono i tavoli. Nel
mezzo, candele dal colore biancastro e l’odore pungente. Sono fatte di grasso
di manzo solidificato e, una volta accese, si liquefanno diventando un intingolo
appetitoso da gustare con il pane servito caldo, ottenuto da un impasto di
grano già utilizzato per la fermentazione della birra. Questi ingredienti “riciclati”
sono alla base della filosofia di Dan Barber, chef e co-proprietario del
ristorante, già vincitore dell’equivalente dell’Oscar della cucina americana.
“Cercavo un
design d’interni che sottolineasse l’importanza di non sprecare nulla”, dice
Barber, autore di La cucina della buona terra, libro sulla gastronomia sostenibile
uscito in Italia il 17 aprile.