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mercoledì 10 gennaio 2018

La Letteratura dello Sci


Romanzi, saggi, testi che parlano di neve e montagna sono molti di più di quanto si possa pensare. Un viaggio letterario tra i migliori titoli 

La letteratura che tratta di sci, neve e discese è fatta per la maggior parte di guide: tecniche, turistiche, fotografiche, manualistiche. Mentre dalla scena di Fantozzi sulle piste di Courmayeur alle innumerevoli sciate dell’agente Bond, gli sci hanno avuto svariate interpretazioni cinematografiche, non sono molti gli scrittori famosi che si sono confrontati con il Grande Bianco e il suo sport per eccellenza. Questo non vuol dire che manchino i libri interessanti.

giovedì 5 maggio 2016

Rieff: Non lasciamo alle multinazionali l'ultima parola sul problema della fame


Oggi teoricamente il mondo produce cibo sufficiente per sfamare tutti i suoi abitanti. Il problema è che la ricchezza non è equamente distribuita, quindi alcuni si abboffano mentre circa un miliardo soffre la fame. Ma le previsioni per il prossimo futuro sono ancor più fosche: la popolazione mondiale sta crescendo rapidamente e si prevede che nel 2050 sulla terra saremo 9,7 miliardi. A quel punto, le stime fatte delle Nazioni Unite dicono che per dar da mangiare a tutti la produzione di materie prime e cibo dovrà aumentare di circa 60%. Altrimenti, il numero di chi sente i morsi della fame potrebbe moltiplicarsi. Questo perché, a detta degli esperti, stiamo già producendo quasi il massimo possibile con i metodi oggi in uso. Ma sfamare tutti non è l’unico problema. Bisogna anche assicurare che il cibo abbia qualità nutritive adatte e che non sia portatore di virus e batteri, alcuni dei quali difficilmente controllabili perché in continua evoluzione, come la Escherichia Coli o la Listeria.

lunedì 27 aprile 2015

Project Lives, case popolari viste da chi le abita

La copertina del libro edito da PowerHouse Books
L'edilizia popolare a New York, nelle foto dei suoi abitanti. Racconti in prima persona di un progetto che va ripensato. 

Marcy Morales da oltre 30 anni in un Project, come sono chiamati i palazzi di edilizia popolare di New York, ed è stufa di combattere contro gli stereotipi associati a questi caseggiati.
“Se vivi in una casa comunale non devi per forza essere un soggetto antisociale”, dice Morales, che a 72 anni è nonna e pensionata.
L’immaginario comune di queste torri di mattoni rossi è stato plasmato da anni di bombardamento mediatico, invariabilmente concentrato su storie di criminalità, droga e miseria. Così, quando Morales ha ricevuto una macchina fotografica per documentare quel mondo dall’interno non si è lasciata sfuggire l’occasione. L’esperimento – chiamato Project Lives e divenuto un libro edito da PowerHouse Books – ha coinvolto centinaia di persone che vivono in queste case per dare l’opportunità a chi solitamente è passivo davanti all’obiettivo di raccontare la realtà da un’altra prospettiva.

domenica 19 aprile 2015

Per non sprecare cibo dobbiamo copiare l'Italia

Photo by Noah Fecks
Buttare il meno possibile e usare prodotti di stagione, anche quelli poveri o poco noti. Così nascono i piatti serviti alla First Family americana dallo chef americano Dan Barber


I tavoli del Blue Hill, uno dei ristoranti più esclusivi di New York, frequentato dal presidente Obama e la First Lady Michelle, sono decorati con mozziconi di verdura lasciata fiorire: c’è il sedere di sedano da cui sbocciano foglioline verde tenero e la pastinaca bianca con il gambo sottile e le foglie verde bandiera. Allineate insieme alle posate, ci sono matite per annotare le impressioni della cena sulle tovagliette di carta riciclata che ricoprono i tavoli. Nel mezzo, candele dal colore biancastro e l’odore pungente. Sono fatte di grasso di manzo solidificato e, una volta accese, si liquefanno diventando un intingolo appetitoso da gustare con il pane servito caldo, ottenuto da un impasto di grano già utilizzato per la fermentazione della birra. Questi ingredienti “riciclati” sono alla base della filosofia di Dan Barber, chef e co-proprietario del ristorante, già vincitore dell’equivalente dell’Oscar della cucina americana.
“Cercavo un design d’interni che sottolineasse l’importanza di non sprecare nulla”, dice Barber, autore di La cucina della buona terra, libro sulla gastronomia sostenibile uscito in Italia il 17 aprile.

giovedì 19 febbraio 2015

Lo strano mercato dell'arte contemporanea

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Miss ko2 dell'artista Takashi Murakami
E' uno dei più opaci al mondo. Tutti lo seguono ma nessuno ne comprende veramente i meccanismi. E solo in pochi ci guadagnano. L’economista Don Thompson analizza il mercato dell'arte contemporanea, spiegando perché oggi i prezzi siano arrivati a contare più delle opere stesse.

Nel 1997 l’artista giapponese Takashi Murakami crea un’opera intitolata Miss Ko2. E’ una scultura di una cameriera in minigonna dai grandi occhi azzurri e i seni prorompenti, alta un metro e ottanta, in fibra di vetro, ispirata alla cultura dei manga e degli anime. Il lavoro è prodotto in quattro esemplari e viene inizialmente venduto per 19.500 dollari. Sei anni dopo, Miss Ko2 è battuta all’asta nella sede newyorkese di Christie’s per 567.000 dollari. E nel 2010 è rivenduta durante un’asta di Phillips de Pury per 6,8 milioni di dollari al collezionista di origini israeliane Jose Mugrabi.

lunedì 13 ottobre 2014

Binyavanga Wainaina, scrittore anti-clichè


Photo by Omar Victor Diop
Binyavanga Wainaina non ama indossare i panni dell’attivista, ma i suoi interventi pubblici non mancano mai di creare dibattito. Qualche anno fa lo scrittore keniota è diventato famoso grazie ad un articolo satirico che raccoglieva tutti i cliché dal retrogusto colonialista ancora in uso fra gli autori occidentali che parlano di Africa. All’inizio di quest’anno si è fatto portavoce della causa omosessuale, facendo outing pubblico in risposta all’ondata omofoba che sta scuotendo molti paesi subsahariani. E ora sogna di costruire un’industria letteraria africana, sfruttando le nuove tecnologie digitali per stimolare la lettura all’interno del continente.
“Gli africani leggono poco perché i libri sono cari e difficili da trovare”, dice l’autore del bestseller Un giorno scriverò di questo posto. “Il nostro continente è in transizione e i suoi abitanti hanno bisogno di dialogare tra loro. Il mio ruolo è facilitare questa conversazione”.

giovedì 2 ottobre 2014

Mary Higgins Clark, regina dei romanzi gialli

Dopo una lunga chiacchierata al telefono con la regina americana dei gialli mi accorgo che indovinare la sua età è difficile almeno quanto capire chi è l’assassino dei suoi libri.
Eppure gli indizi non mi mancano: so che Mary Higgins Clark ha scritto oltre 30 bestseller (l’ultimo esce in Italia a fine mese con il titolo La notte ritorna), venduto più di 300 milioni di copie in tutto il mondo ed è stata sposata tre volte, con cinque figli e vari nipoti. So anche che la sua biografia è densa e avvincente quanto il migliore dei suoi romanzi: ha avuto un’infanzia segnata dalla perdita del padre e da gravi ristrettezze economiche; la prima parte dell’età adulta complicata dalla morte prematura del marito, che l’ha lasciata con cinque figli a carico; e la seconda parte della vita illuminata da uno straordinario successo letterario, che l’ha trasformata in una delle scrittrici più pagate d’America. Tutto questo rende evidente che non si tratti di una ragazzina. Ma giudicare la sua età dopo la nostra conversazione, mi risulta davvero impossibile. Solitamente le interviste telefoniche sono uno svantaggio rispetto a incontrare una persona dal vivo. Questa volta, però, decido di approfittare del fatto che la fitta agenda d’impegni della giallista newyorkese rende impossibile incontrarla nella sua villa in New Jersey per non farmi influenzare dal suo aspetto esteriore e scoprirla unicamente per i modi e i contenuti della nostra conversazione.

lunedì 7 luglio 2014

Elizabeth Gilbert: "Mangio, prego, amo. E ora faccio giardinaggio"

Photo by Jennifer Schatten
“Per colpa del successo rischiavo di perdere la sanità mentale” rivela la scrittrice. Così ha deciso di trasferirsi in campagna col marito (sì, l’uomo di cui parla nei romanzi). Ma non ha resistito e dalla passione per il verde è nata una storia. Nella quale si mette ancora più a nudo


Dopo aver preso spunto dal caos della sua vita per scrivere due libri di successo, Elizabeth Gilbert si sentiva svuotata. Mangia, Prega Ama, diario di un viaggio alla scoperta di sé da cui è stata tratta la pellicola omonima con Julia Roberts, l’ha trasformata in una superstar della penna. Il sequel Giuro che non mi sposo, riflessione sul matrimonio scaturita dalla decisione di sposarsi per la seconda volta, ha confermato le sue doti di memorialista. Ora, però, scrivere un altro libro attingendo nuovamente dalla sua biografia era impossibile. La vita nel paesino della campagna del New Jersey dove si è trasferita per “mantenere un briciolo di sanità mentale” dopo il successo planetario delle prime due autobiografie è molto tranquilla. Troppo per diventare un soggetto anche vagamente interessante.
“Già dubitavo che il mondo avesse bisogno di due libri sulle mie crisi esistenziali, figuriamoci di un terzo”, ammette ridendo l’autrice 44enne.

mercoledì 20 marzo 2013

I consigli di Sheryl Sandberg

E' il numero 2 di Facebook. Guadagna 30 milioni di dollari l’anno e l’orario di ufficio lo decide da sola. Qualche tempo fa in un famoso discorso (visto online da oltre 2 milioni di persone) ha detto che ci vogliono più donne ai vertici. Ora Sheryl Sandberg lo ribadisce in un libro. S'intitola Facciamoci avanti, perché nessuno regala niente alle donne. Lo abbiamo letto in anteprima. Ed ecco le 20 regole fondamentali. La prima: è ora di scegliere bene il partner

1. Bye bye Tiara Syndrome. Cioè quella, assai femminile, in cui ci si aspetta che, se si continua a fare bene il proprio lavoro, qualcuno lo noterà e ci poserà una tiara sul capo. Non funziona così. Proporsi, farsi avanti, chiedere promozioni, insistere. «Il modo più comune in cui la gente rinuncia al potere è pensare di non averne alcuno».
2. Rischiare di più. Davanti alla prospettiva di un cambio di lavoro, molte frenano perché temono di non avere le competenze necessarie. Cambiare attitudine: da «Non sono pronta per farlo» a «Lo voglio e imparerò».

lunedì 30 aprile 2012

Quando le mogli guadagnano più dei mariti


Nel suo libro The Richer Sex, Liza Mundy racconta la trasformazione in atto nelle famiglie americane, dove sempre più mogli guadagnano più dei mariti: al momento sono circa il 40%, ma nel giro di una generazione le donne con salari più alti degli uomini potrebbero diventare la maggioranza, creando un nuovo panorama di relazioni familiari, sessuali e lavorative.
“In America il ruolo del capofamiglia che percepisce lo stipendio principale è assunto sempre più di frequente da donne, senza che nessuno si lamenti o pensi che questo sia strano”, dice Liza Mundy.
Ci sono famiglie in cui questo fenomeno è maggiormente evidente?
“Un tempo, se la moglie guadagnava più, solitamente era perché il marito era disoccupato e non riusciva a trovare lavoro. Mentre oggi l’inversione dei ruoli è più evidente nelle famiglie con fasce di reddito medio-alte”.
Quali sono le ragioni che hanno portato a questo cambiamento?