sabato 12 aprile 2014

New York City Wall Dogs

Old-school artists with a New York attitude
In an age with instant communication at your fingertips and digital marketing on every platform, there are those who still get out messages the old-fashioned way, with a paintbrush and some attitude. They call themselves “wall dogs,” says one veteran of the trade, “because we are chained to a wall all day by our safety harness, and we work like dogs.” We spent a day with these blue-collar artists as they paint advertisements high above the streets of New York City.

Prodotto per Vocativ

lunedì 31 marzo 2014

Tre giorni nella Hipsterland di Williamsburg, NYC


Il Williamsburg bridge sull'East river (foto Corbis)


Quando si dice New York, generalmente si pensa Manhattan, da sempre fulcro della Grande Mela. Da qualche tempo, però, il baricentro dinamico e creativo della città ha cominciato a spostarsi più a Est, nel quartiere di Brooklyn. E in particolare nella zona di Williamsburg, che sorge all’ombra del ponte omonimo. Quando loft e laboratori a buon mercato si sono esauriti a Manhattan, la scena artistica e musicale più effervescente si è trasferita oltre il fiume, trasformando questo ex-distretto industriale in un concentrato di boutique alternative, ristoranti per gourmand e locali hipster. Ecco qualche suggerimento per esplorare la zona in un fine settimana, fingendo di essere di casa.

martedì 25 marzo 2014

Erykah Badu, la Medusa della musica neo-soul

Photo by Francesco Carrozzini
“C’è chi dice che non bisogna guardarmi negli occhi, altrimenti si finisce ipnotizzati”. A lanciare l’avvertimento non è Medusa ma Erykah Badu, regina americana della musica neo-soul e vincitrice di numerosi dischi d’oro e Grammy Awards. Per mia fortuna l’avvertimento corre su un filo telefonico che ci collega mantenendo una distanza di sicurezza. Ma basta la sua voce vellutata per ammaliarmi al punto da far sembrare quasi normali le provocazioni che lancia attraverso la cornetta.
“Vorrei che quest’intervista la scrivessi stando nudo e accendendo dell’incenso”, esordisce la cantautrice 42enne prima di cominciare la conversazione. Inutile spiegarle che i miei colleghi non gradirebbero affatto e probabilmente finirei ricoverato prima ancora di aver concluso il pezzo. E’ sufficiente prometterle che cercherò di divertirmi scrivendo l’articolo, perché Badu si trasformi in un fiume in piena, parlando per più di un’ora di musica, moda, famiglia e vibrazioni cosmiche.

mercoledì 19 marzo 2014

La rinascita di un'arte in estinzione

Photo by Nicola Scevola
E’ il trionfo della reclam vecchio stile nell’epoca digitale: sui muri di New York stanno ricomparendo le pubblicità dipinte a mano. La possibilità di stampare poster di grande formato, aveva mandato in pensione questo modo di fare pubblicità negli anni Ottanta. Ma il gusto retrò e l'effetto della vernice sul muro vivo ha reso di nuovo di trendy questa tecnica, creando una nicchia di artisti, chiamati walldogs per l’abitudine che hanno di legarsi ai muri con corde robuste per evitare di precipitare mentre dipingono le facciate dei palazzi. Fare il walldog non è per tutti: oltre a saper dipingere con precisione fotografica, bisogna essere disposti a lavorare al sole e al gelo, sospesi in aria su strette impalcature. 

Pubblicato su Io Donna

giovedì 13 marzo 2014

Nan Goldin: "La mia vita sotto scatto"

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Courtesy Nan Goldin
Teschi di cartapesta, animali imbalsamati e una pericolosa attrazione per sesso e droghe. Siamo entrati a casa di Nan Goldin, una delle fotografe più controverse, che ha trasformato le sue esperienze in opere d'arte. 

Prima d’incontrare Nan Goldin ho la strana sensazione di conoscerla pur non avendola mai vista. D’altronde, osservare il lavoro della fotografa americana significa diventare partecipi degli aspetti più viscerali della sua vita: dal suicidio della sorella maggiore, passando per gli anni di tossicodipendenza, gli abusi da parte degli amanti e la perdita di tanti amici per overdose o Aids. Tutte esperienze che Goldin ha registrato con l’obiettivo della sua macchina fotografica a partire dagli anni Settanta. Così, quando ci ritroviamo faccia a faccia nel salotto della sua casa di Manhattan, risulta subito facile stabilire una connessione, anche se Goldin sta attraversando un momento stressante. Tra pochi giorni inaugurerà una mostra a Roma e dovrà traslocare a Brooklyn.

mercoledì 5 marzo 2014

Ji, pianista a cavallo fra Oriente e Occidente


Photo by Guillemain
Con il suo stile fatto di vestiti firmati, tatuaggi e collane appariscenti, il musicista sudcoreano Ji potrebbe passare facilmente per il leader di una boy-band di k-pop. Anche la confidenza con cui dialoga con i suoi fan via Twitter, con frasi a effetto tipo “senza di voi sarei un musicista qualsiasi, mi aiutate a parlare col cuore”, sembrano indicare la stoffa del teen-idol. Ma quando si siede al pianoforte a coda e le sue mani cominciano a danzare sui tasti diventa subito chiaro che Ji è un musicista di ben altra categoria.
“Sono un pianista classico ma ho una personalità funky e mi è sempre piaciuto esibirmi in pubblico”, riconosce parlando al telefono dal suo appartamento di New York.

venerdì 21 febbraio 2014

Lupita Nyong'o, nuova regina del red carpet


Photo by Tom Munro
Per talento raffinato e naturale eleganza, l’attrice di origine keniana ha incantato il red carpet. Ma lei, che considera la recitazione un modo per dialogare con gli altri, vorrebbe giocare il ruolo di icona di stile per aiutare le donne africane ad apprezzarsi.

Hollywood è sempre in caccia di nuovi volti. E se ne trova uno che, oltre al talento per la recitazione, ha anche un impeccabile stile naturale è pronta a celebrarlo con i massimi onori. Com’è successo a Lupita Nyong’o, attrice trentenne di origini keniane, passata direttamente dai banchi della scuola di teatro a una nomination al Golden Globe e una agli Oscar come attrice non protagonista per il suo ruolo in 12 Anni Schiavo, ultima pellicola firmata dal regista Steve McQueen e prodotto da Brad Pitt. Nel film Nyong’o interpreta Patsey, schiava in una piantagione americana presa di mira dal crudele proprietario (Michael Fassbender) e da sua moglie (Sarah Paulson).
Oltre a meritarle premi e riconoscimenti, la prima prova sul grande schermo ha catapultato l’attrice africana in un vortice di appuntamenti di gala, rivelandone un gusto raffinato che l’ha immediatamente trasformata nella nuova regina del tappeto rosso,

martedì 21 gennaio 2014

Liya Kebede, l'eclettismo fatto a modella

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Photo by Yelena Yemechuck
Yelena Yemechuck
Anche dal vivo Liya Kebede ha tratti splendidi e un’eleganza regale. Pure se indossa jeans, maglione e scarpe da tennis, come quando si presenta all’appuntamento in un caffè di Manhattan. Ma questo è scontato, essendo una delle modelle più pagate al mondo. Quel che la rende unica fra le sue colleghe è il lavoro fatto lontano dalle passerelle. Per questo quando mette subito in chiaro di non voler discutere la sua sfera privata, non ci preoccupiamo: con lei resta altro di cui parlare.
Oggi la moda è una piattaforma multiforme che può servire da rampa di lancio per le carriere più disparate, e la modella etiope ne è un esempio lampante. Dopo aver mosso i primi passi in piccole sfilate organizzate ad Addis Abeba da una donna italiana, Kebede si trasferisce a Parigi con la speranza di trovare un’agenzia e una vita migliore di quella che poteva offrirle il suo paese. Da piccola ha già vissuto all’estero, sia in Francia che in Italia, al seguito del padre, impiegato della compagnia aerea etiope. Stavolta, però, è sola, con una valigia piena di vestiti e una vaga promessa di un’agenzia contattata dall’Etiopia.
“Se appena maggiorenne mia figlia facesse altrettanto, mi verrebbe la pelle d’oca”, ammette sgranando i grandi occhi scuri.

giovedì 9 gennaio 2014

Luca Parmitano, the Italian Space Walker

Photo by Alexo Wandael
Da bambini molti sognano di fare l’astronauta, ma sono pochi quelli che ci riescono una volta cresciuti. Luca Parmitano è fra quei pochi, ed è anche il primo italiano ad aver camminato nello spazio.
“E’ un sogno che mi porto appresso da sempre. E’ solo cambiata la consapevolezza di quanto lavoro serve per poterlo realizzare”, dice il trentasettenne di Paternò al telefono dalla base della Nasa a Houston, Texas.
La sua prima missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale è terminata con successo meno di due mesi fa. Ma Parmitano è ancora impegnato nella fase post-volo, che consiste in esercizi di ricondizionamento fisico e test per verificare le reazioni del suo corpo alla permanenza nello spazio, durata quasi sei mesi. Vivere così a lungo in assenza di gravità disabitua l’uomo a usare i piccoli muscoli che aiutano l’equilibrio.

martedì 10 dicembre 2013

Conversazione con Elizabeth Olsen


Foto by Tom Munro
Negli Stati Uniti il cognome Olsen è sempre stato associato alle gemelle Mary-Kate e Ashley, ex enfant prodige della televisione anni Novanta che hanno fatto un marchio della loro immagine ancora prima di diventare maggiorenni. Questo fino all’arrivo della sorella minore di casa Olsen, Elizabeth, che con una serie di ottime interpretazioni sul grande schermo negli ultimi due anni ha eclissato la fama delle gemelle.
Anziché imitare le sorelle, che hanno cominciato ad apparire in telefilm per ragazzi prima ancora di perdere i denti da latte, Olsen preferisce ritardare il debutto sul palcoscenico dopo il liceo, concentrandosi sulla formazione. Studia recitazione fin dalle elementari e, dopo scuola, frequenta spesso il set seguendo le gemelle al lavoro. Ma per anni resta tranquillamente nell’ombra.
“Capitava che Mary-Kate e Ashley mi chiedessero di partecipare alle loro scene: mi mettevano davanti alle telecamere e mi riempivano i capelli di chewing-gum”, ricorda ridendo l’attrice 24enne. “Io, invece, sognavo d’interpretare ruoli più adulti. Il mio modello ideale è sempre stata Diane Keaton di Annie Hall e Manhattan. Ma ero troppo piccola e non potevo far altro che prepararmi e aspettare”.