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mercoledì 29 novembre 2017

Le Vie Blu, un webdoc da mare a mare

Un viaggio dall’Adriatico al Tirreno, attraverso Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, seguendo la stella polare dell’acqua, per esplorare le fonti della bellezza nel cuore e nell’anima di un’Italia Centrale oggi impegnata nella grande sfida della rinascita.

Levieblu.it
è un web-documentario prodotto per ENIT, l'Ente Nazionale Italiano per il Turismo, nell'ambito di una campagna per il rilancio del Centro Italia colpito dagli eventi sismici.

Le Vie Blu è un racconto multimediale che mescola video, audio, foto e testi. E’ stato prodotto dal River Journal Project, un collettivo formato dai giornalisti Marzio G. Mian e Nicola Scevola e dai fotografi/video-makers Nanni Fontana e Massimo Di Nonno, che negli ultimi quattro anni ha raccontato con lo strumento del web-documentario l’attualità attraverso i grandi fiumi del mondo.

Il viaggio da mare a mare è una travel-story che segue il fil-bleu dell’acqua (fiumi, cascate, laghi, sorgenti, terme) lungo il passaggio Est-Ovest per offrire al viaggiatore le storie, le suggestioni e gli ingredienti per scoprire e tracciare una rotta tutta sua. La narrazione si sviluppa attraverso quattro canali tematici – i borghi, le delizie, i mestieri e la natura – che formano gli “affluenti” di un ideale fiume che lega i due mari.

Pubblicato su National Geographic Italia

giovedì 29 ottobre 2015

Terra di riva e di golena, di boschi e di sabbioni


Il sesto episodio del viaggio sul Po ci porta ad attraversare il cuore del pavese. "Dopo l’amplesso con il Ticino, il Po rincoglionisce letteralmente", scriveva Gianni Brera, cantore raffinato di questa parte del Grande fiume dove la provincia, per qualche strana alchimia, è diventata avanguardia

Scendendo il Po a motore spento, spinti dalla corrente, si ha l’impressione che, all’approssimarsi della foce del Lambro sull’argine sinistro, all’altezza di Orio Litta nel Lodigiano, il Grande fiume provi ribrezzo, anzi terrore. Ha da poco ricevuto una boccata d’ossigeno dal Ticino che è tra i fiumi più puliti d’Europa; e a monte, dal ponte della Becca, si può proprio osservare come per un lungo tratto l’acqua giallognola del Grande fiume e quella cerulea del Ticino rimangono per conto loro, faticano a mescolarsi, poi si vede che il Ticino annacqua il suo sussiego svizzero, si rassegna e diventa Po. Il quale fa appena in tempo a godersi questa botta di vita - “dopo l’amplesso con il Ticino, il Po rincoglionisce letteralmente” scriveva Brera - che incontra il fiume più inquinato d’Europa. Scarta sulla destra, come se sentisse odore di morte, come sapesse che lo stanno per colpire 40 metri cubi di veleno al secondo.

lunedì 31 marzo 2014

Tre giorni nella Hipsterland di Williamsburg, NYC


Il Williamsburg bridge sull'East river (foto Corbis)


Quando si dice New York, generalmente si pensa Manhattan, da sempre fulcro della Grande Mela. Da qualche tempo, però, il baricentro dinamico e creativo della città ha cominciato a spostarsi più a Est, nel quartiere di Brooklyn. E in particolare nella zona di Williamsburg, che sorge all’ombra del ponte omonimo. Quando loft e laboratori a buon mercato si sono esauriti a Manhattan, la scena artistica e musicale più effervescente si è trasferita oltre il fiume, trasformando questo ex-distretto industriale in un concentrato di boutique alternative, ristoranti per gourmand e locali hipster. Ecco qualche suggerimento per esplorare la zona in un fine settimana, fingendo di essere di casa.