giovedì 19 febbraio 2015

Lo strano mercato dell'arte contemporanea

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Miss ko2 dell'artista Takashi Murakami
E' uno dei più opaci al mondo. Tutti lo seguono ma nessuno ne comprende veramente i meccanismi. E solo in pochi ci guadagnano. L’economista Don Thompson analizza il mercato dell'arte contemporanea, spiegando perché oggi i prezzi siano arrivati a contare più delle opere stesse.

Nel 1997 l’artista giapponese Takashi Murakami crea un’opera intitolata Miss Ko2. E’ una scultura di una cameriera in minigonna dai grandi occhi azzurri e i seni prorompenti, alta un metro e ottanta, in fibra di vetro, ispirata alla cultura dei manga e degli anime. Il lavoro è prodotto in quattro esemplari e viene inizialmente venduto per 19.500 dollari. Sei anni dopo, Miss Ko2 è battuta all’asta nella sede newyorkese di Christie’s per 567.000 dollari. E nel 2010 è rivenduta durante un’asta di Phillips de Pury per 6,8 milioni di dollari al collezionista di origini israeliane Jose Mugrabi.

mercoledì 11 febbraio 2015

Il re del tweet che siede in Vaticano

Qualche giorno fa Papa Francesco ha ammesso di essere un disatro col computer. Durante un collegamento web con dei ragazzi disabili, il Pontefice ha confessato: "Sono un 'tronco' con il computer", aggiungendo poi "Che vergogna!". Nonostante questo Francesco è ritenuto un vero mago dei social network. Siamo entrati in Vaticano per scoprire i segreti di questo successo.

Ascolta il servizio audio:



giovedì 5 febbraio 2015

Gli artigiani del fuoripista


Photo by Martin Wabel
Viaggio nel laboratorio della Birdos, versione svizzera di un garage da startup che ha poco a che vedere con computer e new economy e molto a che fare con la neve fresca


Il laboratorio della Birdos è la versione svizzera di un garage da startup: una stanza al pianterreno di un vecchio chalet di pietra e legno nel centro di Andermatt, a un passo dal San Gottardo. Fuori non c’è insegna, e l’unico indizio di quel che succede all’interno è un vecchio paio di sci dal profilo tozzo, appeso sopra la porta d’ingresso. Sono sci da freeride, larghi al piede e fatti per galleggiare in neve fresca. Quella di preferire il fuoripista ai percorsi tracciati è una tendenza che viene dagli Stati Uniti, ma ultimamente ha preso piede anche nella vecchia Europa, dove le piste sono sempre più affollate e gli impianti sempre più cari.
Birdos non è certo l’unico produttore di questo genere di sci. Ma è uno dei pochi ad aver mantenuto lo spirito contagioso di chi ama condividere una passione ed è disposto ad aprire la sua officina, mostrandoci come si crea uno sci dall’inizio alla fine.

venerdì 12 dicembre 2014

Swagger e sensualità, Nicki Minaj spiega le chiavi del suo successo

La cantante di origini caraibiche ha saputo sfruttare gli atout tradizionalmente usati dai colleghi maschi come Jay Z e Dr Dre

Nicki Minaj ha un obiettivo preciso in testa e una tabella di marcia serrata per raggiungerlo: la rapper newyorkese vuole guadagnare 500 milioni di dollari e lasciare un’impronta indelebile nel mondo della musica. Tutto entro quattro anni. Per poi ritirarsi a fare la mamma a tempo pieno.
“Mi sono data un limite temporale per prendermi le mie soddisfazioni professionali”, dice la cantante 32enne al telefono dalla sua casa di Los Angeles. “Non voglio lavorare tutta la vita senza mai provare le gioie di una famiglia”.
La cantante originaria di Trinidad e Tobago, autrice di hit come Anaconda, Super Bass e Starships, non ha mai fatto segreto delle sue ambizioni. E non è affatto lontana dal realizzarle. Ha avuto un’ascesa fulminea, anche secondo gli standard warholiani del termine, grazie a una miscela di talento musicale, sensualità e arroganza, che l’hanno trasformata in pochi anni nella donna più influente della storia dell’hip hop.

mercoledì 3 dicembre 2014

Soko, l'artista francese esprime le sue insicurezze attraverso la musica

Photo by Eric Guillemain
Ci è voluto un vero attacco di panico perché la musicista francese Stéphanie Sokolinski, in arte Soko, smettesse di vivere come una nomade, rimbalzando da un divano all’altro fra le case dei suoi amici di Los Angeles. La promettente cantante-attrice, autrice di hit come We might be dead by tomorrow e nuovo volto del cinema francese, aveva appena finito di scattare le foto per questo servizio e si trovava su un taxi che avrebbe dovuto riportarla a casa. “Dove andiamo?”, le aveva chiesto l’autista. Ma la semplice domanda ha scatenato una reazione incontrollata, lasciandola in lacrime e incapace di rispondere.
“Il tassista è stato gentilissimo, ascoltando il mio sfogo sul non avere casa e aspettando pazientemente che qualche amico rispondesse al telefono per offrirmi un letto”, ricorda l’artista 28enne dal suo nuovo appartamento di Beachwood Canyon, quartiere di Los Angeles fra le colline di Hollywood. “Ma è stato un segnale che la situazione doveva cambiare in fretta. Sette anni senza un tetto mi hanno messo a dura prova”.

giovedì 27 novembre 2014

Florence’s Barbaric Version of Soccer Is the Original Extreme Sport





Florence, Italy, is largely regarded as the cradle of the Renaissance. And while the city is best known for its artistic contributions to the world, few are aware that it is also the birthplace of soccer. However, the soccer of 15th-century Florence was rather barbaric in nature. They called it calcio storico, and despite the bloodshed it incurs, locals still play it to this day.

I was assistant producer on this video produced by Vocativ

martedì 18 novembre 2014

Jack Larsen, pioniere del design etnico


Foto by Carlotta Manaigo
In quest’epoca postmoderna e globalizzata sembra quasi difficile ricordare quando i tessuti di design etnico rappresentavano una novità. Questa amnesia collettiva è frutto di una mentalità cosmopolita che deve tanto al genio di Jack Lenor Larsen.
Fu il tessitore di Seattle il primo a commercializzare nel mercato occidentale degli anni Cinquanta i batik africani e gli ikat asiatici, un tempo conosciuti solo da pochi esploratori e giramondo.
“Ho studiato architettura ed etnografia culturale, ma fu un misto di curiosità, imprenditorialità e tempismo a spingermi a viaggiare alla ricerca di nuovi tessuti”, ricorda Larsen dal suo buen retiro negli Hamptons.
Trent’anni fa il designer 87enne si fece costruire qui una villa ispirata a un tempio shintoista giapponese, cultura cui si sente molto vicino. Un tempo era un rifugio estivo dove scappare quando il caldo nel suo appartamento di New York diventava insopportabile. Oggi è diventata la sua dimora principale, che raccoglie le sue collezioni (di tessuti, di artigianato e di sculture) ed è parzialmente aperta al pubblico.

venerdì 14 novembre 2014

The Vatican goes to great lengths to share the word of God on social media



Pope Francis is a verified social media saint. First off, his Twitter handle, @Pontifex, is the most retweeted account in the world (yes, that includes @KimKardashian). In fact, the pope’s tweets are so sacred that he has an entire social media team dedicated to maintaining his page. Now his social strategists have launched a papal news aggregation site, News.va. Oh, and of course they’re updating the pope’s app to bring the words of the Holy Father straight to Catholics’ smartphones. Basically, Francis, with some help, is winning the Internet right now.

I was assistant producer on this video produced by Vocativ for MSNBC


mercoledì 12 novembre 2014

L'italiano che fece cadere il Muro di Berlino

Fu un reporter italiano a strappare l'annuncio dell'apertura delle frontiere a un rappresentante della RDT e a dare per primo la storica notizia, scatenando l'assalto ai check point della Germania Orientale 

Se ci si riferisce a lui come ‘l’uomo che fece crollare il muro di Berlino’, Riccardo Ehrman si schernisce ridendo e dice di avere fatto semplicemente il suo lavoro. Certo è, che anche Helmut Kohl, l’ex cancelliere tedesco considerato l’architetto della riunificazione delle due Germanie, quando nel 2005 incontrò Ehrman a Berlino, lo salutò ricordandogli: “Entrambi abbiamo fatto qualcosa di importante per il muro.”
Ed effettivamente, questo navigato giornalista italiano che ha lavorato come corrispondente da mezzo mondo, un contributo allo storico evento della caduta del muro di Berlino lo ha dato davvero.

martedì 4 novembre 2014

Usa, elezioni mid-term: il lungo giorno di Obama

Gli anglofoni lo chiamano mid-term blues. Oggi negli Stati Uniti si vota per rinnovare una parte del Congresso. E i democratici si preparano al peggio. Sotto la guida di questo governo l'economia americana cresce al ritmo del 3,5% annuo, e il tasso di disoccupazione si è abbassato al 5,9%. Il partito Repubblicano si presenta alle urne privo di un leader carismatico e diviso al suo interno. Eppure, tutti i sondaggi lo danno per vincente sia alla Camera che al Senato. Colpa del midterm blues, appunto, la sfiducia che storicamente colpisce il partito dei presidenti al secondo mandato: è successo a Reagan, Clinton, Bush e, molto probabilmente succederà anche a Obama. I motivi della debolezza dei democratici sono vari: c'è il crescente divario nella distribuzione della ricchezza che alimenta l'astensionismo. Nuove regole che spesso favoriscono i repubblicani nel modo in cui disegnano le circoscrizioni elettorali. Le crisi internazionali davanti a cui gli Stati Uniti appaiono impotenti. Ma la colpa principale ricade nelle mani dell'attuale presidente, divenuto talmente impopolare da essere tenuto alla larga dai candidati del suo stesso partito. All'inizio del mandato Obama aveva fissato un'agenda molto ambiziosa, che non è riuscito a rispettare, lasciando i suoi elettori con un'impressione di tradimento. Una condizione destinata a peggiorare se i repubblicani vinceranno le elezioni di oggi. E che potrebbe avere conseguenze negative anche sulle elezioni presidenziali del 2016.


Audio trasmesso su Radio24