lunedì 15 giugno 2015
I predoni romeni saccheggiano il Po
Una banda di pescatori rumeni sta devastando il Po, saccheggiando il fiume di notte con reti chilometriche, elettrostorditori e sostanze chimiche. Cercano pesci siluro per rivenderli in nero sui mercati dell’Est. E intimidiscono gli abitanti del Delta che assistono impotenti alla razzia del loro patrimonio ittico. Siamo andati a caccia di questi predoni con la polizia provinciale e abbiamo visitato il loro quartier generale ai piedi dell’argine
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lunedì 8 giugno 2015
Venezia, Spazio Louis-Vuitton: Hayez-Schulz, il classico dialoga col contemporaneo
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| Le opere di Schulz nel suo studio |
Non più solo
installazioni multimediali: da qualche anno l’artista tedesco Tilo Schulz
dipinge opere non figurative con segni dinamici, solchi e strappi che creano
contenuti dai significati diversi. L’artista 43enne, originario di Lipsia, la
chiama pittura metaforica perché i quadri astratti raccontano delle
irregolarità e degli splendori che formano il nostro mondo. Così, quando la
fondazione Louis Vuitton gli ha chiesto di realizzare un’opera che dialogasse
con una serie di dipinti di Francesco Hayez (1791-1882) – appena restaurati ed esposti presso l’Espace
Louis Vuitton di Venezia durante la 56esima Biennale – Schulz non si è fattosfuggire
l’opportunità.
giovedì 14 maggio 2015
Così abbiamo dato un valore alla natura
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| Bacino di Ashokan che fornisce acqua a New York |
Guadando un pipistrello è più facile pensare a un vampiro che a un pesticida naturale. Eppure è solo grazie a questi roditori con le ali se i coltivatori texani di cotone possono risparmiare sugli antiparassitari chimici. Ogni notte, migliaia pipistrelli che vivono nelle caverne del Texas meridionale escono allo scoperto e mangiano l’equivalente di circa due terzi del loro peso corporeo d’insetti, fra cui due vermi particolarmente nocivi per la pianta di cotone. Uno studio fatto da un team di economisti ambientali nelle contee vicine a San Antonio ha dimostrato che, se i produttori di cotone dovessero pagare il servizio reso dai pipistrelli, il conto annuo sarebbe di 740.000 dollari, cifra non trascurabile considerando che il fatturato dall’industria cotoniera locale è circa 6 milioni di dollari.
Fino a pochi anni fa, l’uomo dava per
scontato che la natura offrisse servizi gratuiti e perpetui. Gli ecosistemi
erano considerati al pari di schiavi, il cui lavoro è sfruttato ma raramente
apprezzato.
lunedì 27 aprile 2015
Project Lives, case popolari viste da chi le abita
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| La copertina del libro edito da PowerHouse Books |
L'edilizia popolare a New York, nelle foto dei suoi abitanti. Racconti in prima persona di un progetto che va ripensato.
Marcy Morales da oltre 30 anni in un Project,
come sono chiamati i palazzi di edilizia popolare di New York, ed è stufa di
combattere contro gli stereotipi associati a questi caseggiati.
“Se vivi in una casa comunale non devi per
forza essere un soggetto antisociale”, dice Morales, che a 72 anni è nonna e
pensionata.
L’immaginario comune di queste torri di
mattoni rossi è stato plasmato da anni di bombardamento mediatico, invariabilmente
concentrato su storie di criminalità, droga e miseria. Così, quando Morales ha
ricevuto una macchina fotografica per documentare quel mondo dall’interno non
si è lasciata sfuggire l’occasione. L’esperimento – chiamato Project Lives e
divenuto un libro edito da PowerHouse Books – ha coinvolto centinaia di persone che vivono in queste case
per dare l’opportunità a chi solitamente è passivo davanti all’obiettivo di raccontare
la realtà da un’altra prospettiva.
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domenica 19 aprile 2015
Per non sprecare cibo dobbiamo copiare l'Italia
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| Photo by Noah Fecks |
I tavoli del
Blue Hill, uno dei ristoranti più esclusivi di New York, frequentato dal
presidente Obama e la First Lady Michelle, sono decorati con mozziconi di
verdura lasciata fiorire: c’è il sedere di sedano da cui sbocciano foglioline
verde tenero e la pastinaca bianca con il gambo sottile e le foglie verde
bandiera. Allineate insieme alle posate, ci sono matite per annotare le impressioni
della cena sulle tovagliette di carta riciclata che ricoprono i tavoli. Nel
mezzo, candele dal colore biancastro e l’odore pungente. Sono fatte di grasso
di manzo solidificato e, una volta accese, si liquefanno diventando un intingolo
appetitoso da gustare con il pane servito caldo, ottenuto da un impasto di
grano già utilizzato per la fermentazione della birra. Questi ingredienti “riciclati”
sono alla base della filosofia di Dan Barber, chef e co-proprietario del
ristorante, già vincitore dell’equivalente dell’Oscar della cucina americana.
“Cercavo un
design d’interni che sottolineasse l’importanza di non sprecare nulla”, dice
Barber, autore di La cucina della buona terra, libro sulla gastronomia sostenibile
uscito in Italia il 17 aprile.
giovedì 12 marzo 2015
Le banche USA fanno guerra ai venditori di fumo
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| Photo by Benjamin Rasmussen/NYT/Contrasto |
Dylan Donaldson è nervoso. È accompagnato
da due guardie armate fino ai denti e, come ogni settimana da quando ha aperto un
dispensario di marijuana, è il giorno in cui deve trasportare la merce
scottante dal suo negozio a un deposito segreto in mezzo alle Rocky Mountains.
Ogni volta cerca di usare una macchina diversa, mandando la sua auto su un
tragitto alternativo per ingannare possibili malintenzionati. Da quando la
marijuana è stata legalizzata nello Stato del Colorado, però, la merce
scottante non è più l’erba ma i contanti che questa genera. I soldi guadagnati
con la marijuana, infatti, puzzano troppo per le banche americane che si rifiutano
di aprire conti correnti a chiunque faccia affari con la cannabis, costringendo
gli imprenditori a imboscare montagne di cash.
mercoledì 25 febbraio 2015
Alain-Fabien Delon: Playboy DNA
E' attore come il padre-leggenda, e modello come la madre. A 20 anni, ormai è abituato a essere "figlio di". Anche se, ci racconta, i rapporti con "faccia d'angelo" hanno attraversato più di un momento di crisi.
Difficilmente Alain-Fabien Delon avrebbe
potuto seguire più da vicino le orme dei genitori. L’ultimo discendente del
divo del cinema francese e dell’ex modella olandese Rosalie van Breemen sta
muovendo i primi passi davanti alle cineprese e sulle passerelle di moda. Dopo qualche
cameo in progetti minori, un film col regista francese Yann Gonzalez e una
stagione di sfilate per Gucci, è ancora presto per dire se, dietro lo sguardo
penetrante e i lineamenti fini, si nasconda un vero talento.
giovedì 19 febbraio 2015
Lo strano mercato dell'arte contemporanea
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| Miss ko2 dell'artista Takashi Murakami |
E' uno
dei più opaci al mondo. Tutti lo seguono ma nessuno ne comprende veramente i
meccanismi. E solo in pochi ci guadagnano. L’economista Don Thompson
analizza il mercato dell'arte contemporanea, spiegando perché oggi i prezzi siano arrivati a contare più
delle opere stesse.
Nel 1997 l’artista giapponese Takashi
Murakami crea un’opera intitolata Miss Ko2. E’ una scultura di una cameriera in
minigonna dai grandi occhi azzurri e i seni prorompenti, alta un metro e
ottanta, in fibra di vetro, ispirata alla cultura dei manga e degli anime. Il
lavoro è prodotto in quattro esemplari e viene inizialmente venduto per 19.500
dollari. Sei anni dopo, Miss Ko2 è battuta all’asta nella sede newyorkese di
Christie’s per 567.000 dollari. E nel 2010 è rivenduta durante un’asta di Phillips
de Pury per 6,8 milioni di dollari al collezionista di origini israeliane Jose
Mugrabi.
mercoledì 11 febbraio 2015
Il re del tweet che siede in Vaticano
Qualche giorno fa Papa Francesco ha ammesso di essere un disatro col computer. Durante un collegamento web con dei ragazzi disabili, il Pontefice ha confessato: "Sono un 'tronco' con il computer", aggiungendo poi "Che vergogna!". Nonostante questo Francesco è ritenuto un vero mago dei social network. Siamo entrati in Vaticano per scoprire i segreti di questo successo.
Ascolta il servizio audio:
Ascolta il servizio audio:
giovedì 5 febbraio 2015
Gli artigiani del fuoripista
Il laboratorio della Birdos è la versione
svizzera di un garage da startup: una stanza al pianterreno di un vecchio
chalet di pietra e legno nel centro di Andermatt, a un passo dal San Gottardo.
Fuori non c’è insegna, e l’unico indizio di quel che succede all’interno è un
vecchio paio di sci dal profilo tozzo, appeso sopra la porta d’ingresso. Sono sci
da freeride, larghi al piede e fatti per
galleggiare in neve fresca. Quella di preferire il fuoripista ai percorsi
tracciati è una tendenza che viene dagli Stati Uniti, ma ultimamente ha preso
piede anche nella vecchia Europa, dove le piste sono sempre più affollate e gli
impianti sempre più cari.
Birdos non è certo l’unico produttore di
questo genere di sci. Ma è uno dei pochi ad aver mantenuto lo spirito contagioso
di chi ama condividere una passione ed è disposto ad aprire la sua officina, mostrandoci
come si crea uno sci dall’inizio alla fine.
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